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MODALITA' DI ANALISI DI TERPENI PROVENIENTI DALLE SPECIE ANIMALI E VEGETALI:un esempio di evoluzione convergente nei due regniFrancesco Bubbico |
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Abstract In a preceding work the Author has illustrated the role of squalene with a precise and specific reference to both animal Kingdom and vegetal Kingdom: in this article the intention is to analyze the homologous theme of the reconnaissance of the squalene molecule synthesized by some vegetal species, among which Solanaceae and Oleaceae, showing how the same molecule may be synthesized by different species in the complex phenomenon named convergent evolution.
Key words: Squalene, isoprene, terpene, triterpene, limonene, phytoene, lycopene. Riassunto In un precedente lavoro si è illustrato il ruolo dello squalene con precipuo riferimento al Regno animale ed al Regno vegetale: si vuole ora analizzare la specifica omologa tematica del riconoscimento dello squalene nelle specie vegetali, tra le quali Solanaceae ed Oleaceae, mostrando come la stessa molecola possa essere sintetizzata da più specie nell'ambito di una evoluzione convergente.
Parole chiave: Squalene, isoprene, terpene, triterpene, limonene, fitoene, lycopene. I costituenti più importanti degli olii essenziali sono detti terpeni e qualora contengano ossigeno prendono il nome di terpenoidi. Si tratta di idrocarburi con uno scheletro di dieci, quindici, venti o trenta atomi di carbonio. La molecola dello squalene si trova spesso nelle foglie delle Oleaceae e delle piante affini: per l'appunto questa famiglia delle Oleaceae secondo la moderna cladistica dovrebbe propriamente costituire un ordine a sé stante ed assumere il nome di Ligustrales. Sono piante legnose caratterizzate da foglie opposte, fiori tetrameri o pentameri con due stami e pistillo dimero.
L'olio grasso che si estrae dalle drupe, oltreché nell'alimentazione e per altri scopi, è indicato nella Farmacopea per talune applicazioni mediche. Si usa, infatti, come lassativo, colagogo, eccipiente di vari medicamenti, ed, esternamente, entra nella composizione del linimento oleo-calcareo, antico rimedio contro le scottature. Il consumo alimentare di olio di oliva, attraverso la formazione di lipoproteine nel sangue, ha la capacità di aumentare enormemente (oltre 400 volte) le difese antivirali dell'organismo e di abbassare notevolmente le probabilità di rischio coronarico (scende il livello di colesterolo nel sangue e la eventualità di arteriosclerosi o infarto del miocardio). Nelle foglie di ulivo è stata pure evidenziata un discreta azione ipotensiva. Fraxinus ornus (Orno, Orniello) (Figura 2): è un albero della regione mediterranea e cresce dal livello del mare alla zona submontana; è coltivato specialmente in Calabria e Sicilia. Ricordiamo che il suo legno era apprezzato nell'antichità tanto che la lancia di Achille era di frassino ed anche gli Spartani alle Termopili preferivano lance di frassino. L'albero ha foglie composte imparipennate, fiori bianchi in racemi composti; il frutto è una samara; fornisce la manna, che viene posta in commercio sotto forma di due qualità: la manna cannellata, che è la migliore, in pezzi cilindrici o a goccia, bianca giallastra, porosa e manna in sorte, formata da piccoli frammenti irregolari tenuti insieme da una massa glutinosa più scura spesso con inclusioni di corpi estranei, una sostanza zuccherina che sgorga da ferite (artificiali o derivanti da punture d'insetti) del tronco di questa ed altre specie di Fraxinus e si rapprende all'aria: ha odore lieve, speciale e sapore dolciastro gradevole. Del Fraxinus excelsior, frequente nei luoghi umidi, si usavano anticamente, nella medicina tradizionale, foglie, frutti e cortecce dei giovani rami.
Echinodermi Echinodermi significa pelle ornata di spine e con questo nome si designa un vasto raggruppamento, o tipo di animali, i cui più noti rappresentanti sono le stelle marine, la ophiothrix, i ricci di mare, i cocomeri marini ed i gigli di mare. Questi animali provvisti di spine hanno forme assai interessanti. In essi, non si differenzia una testa ed i loro corpi tondeggianti sono organizzati con un criterio simile a quello che si usa per costruire una ruota. Dal corpo si dipartono molte appendici di varia fattura con funzioni di organi. Il giglio di mare assomiglia ad una strana pianta. Esso aderisce al fondo del mare e cerca il cibo facendo ondeggiare i suoi lunghi tentacoli piumosi che possono rinchiudersi come i petali di un fiore. Il curioso cetriolo di mare sta abitualmente appoggiato su un lato del suo corpo allungato e si muove strisciando alla stessa guisa di un verme. Le stelle di mare hanno lunghe braccia appuntite. La ophiothrix, mentre si muove strisciando sul fondo, agita le sue braccia simili a serpentelli. Il riccio di mare ed il dollaro della sabbia, o echinus, non hanno braccia; essi si muovono sul fondo strisciando lentamente, emettendo dal loro guscio centinaia di minuscole appendici, funzionanti come piccoli piedi. La maggior parte degli echinodermi è ben protetta contro i suoi nemici. Il loro corpo è rivestito da sottili scaglie calcaree e, benché questo rivestimento protettivo possa sembrare rigido, in realtà l'animale può compiere molti movimenti. Gli echinodermi posseggono due diversi sistemi di difesa: le spine e i pedicelli. Le spine del riccio di mare sono così lunghe e sottili che esso finisce col sembrare una palla irta di aghi. Proprio come la polvere si raccoglie tra le frange di un tappeto, i detriti di varia natura possono fermarsi tra queste spine. Quando un frammento o un piccolo animale si posa sopra un echinoderma, i pedicelli lo spostano. Soltanto il cetriolo di mare ha perso il suo rivestimento calcareo, di modo che la pelle, che riveste il suo morbido corpo, sembra quella che ricopre un cetriolo. Per proteggersi, i cetrioli di mare proiettano fuori dal loro corpo dei filamenti vischiosi, con cui catturano i nemici. Gli echinodermi hanno, all'interno del corpo, un solo sistema di canali acquiferi, che servono loro per respirare, per catturare la preda e per la locomozione. L'acqua, entrando attraverso un piccolo poro o setaccio, passa attraverso un complicato sistema di canali connesso con i pedicelli ambulacrali. Ogni pedicello si allarga ad un'estremità a formare una piccola sacca o ampolla, mentre all'altra si trova una ventosa. Siccome l'acqua viene forzata dentro e fuori il pedicello, questo alternativamente aderisce al terreno quando è gonfio d'acqua e se ne distacca quando si contrae. Ogni animale possiede centinaia di pedicelli ambulacrali, che escono attraverso minuscoli fori del guscio. Quando l'animale si sente in pericolo, i pedicelli vengono retratti entro il guscio e le aperture sono coperte dalle spine. Quando gli echinodermi si spostano su un fondo sabbioso, i pedicelli ambulacrali funzionano come semplici gambe, perché le ventose possono entrare in azione solo quando l'animale si muove su un fondo duro, ad esempio roccioso. Le stelle di mare si servono delle ventose anche per aprire le conchiglie dei molluschi. Quasi tutti questi animali si cibano di piccoli organismi presenti sul fondo del mare. Il cetriolo di mare ed il dollaro della sabbia inghiottono grandi quantità di sabbia, di cui digeriscono solo le particelle di sostanza organica in essa contenute. L'apparato digerente degli echinodermi è semplice e consta di una bocca posta sulla faccia inferiore del corpo dell'animale, mentre l'apertura anale si trova sulla faccia superiore, cioè in posizione diametralmente opposta alla bocca. La bocca e l'ano sono connessi da un tubo digerente alquanto corto. Gli echinodermi respirano per mezzo di branchie. Queste si presentano come estensioni digitiformi e cave che si dipartono dalla cavità del corpo e si portano all'esterno attraverso le scaglie di ricoprimento. Le sottili pareti delle branchie, che consentono gli scambi gassosi della respirazione, sono protette dalle spine e dalle pedicellarie. Il sistema nervoso è costituito da un semplice anello di tessuto nervoso, che circonda la bocca e si divide in cordoni nervosi. Il sistema circolatorio e formato solo da un fluido, che riempie la cavità del corpo e provvede ad irrorare gli organi. Negli echinodermi, si possono distinguere tre diverse parti del corpo; il tubo digerente, la cavità del corpo e la parete esterna. I sessi sono separati e la fecondazione avviene nell'acqua. La larva degli echinodermi possiede una simmetria bilaterale e il suo sviluppo e molto diverso da quello delle larve dei cordati inferiori. Per questo gli echinodermi sono considerati animali alquanto evoluti ed in essi è già possibile stabilire relazioni di parentela con i cordati primitivi.
Coturnocystis Si può facilmente ipotizzare il ruolo che tale sostanza ha avuto nell'evoluzione dei Vertebrati, evoluzione che rimane avvolta nel mistero per la scarsità dei fossili rinvenuti. È opinione corrente che i cordati si siano evoluti da animali simili alle attuali stelle marine che notoriamente esibiscono simmetria pentagonale. Il recente ritrovamento del Coturnocystis permette di osservare una forma di passaggio da un echinoderma asimmetrico ad un Vertebrato simmetrico. Il Coturnocystis, così denominato dall'impronta fossile che assomiglia ai classici coturni, le calzature da scena del teatro greco, possiede infatti le fenditure branchiali sul solo lato sinistro in armonia con lo sviluppo iniziale dei Vertebrati attuali. Inoltre il foro di uscita delle deiezioni si trova sempre e soltanto sul lato sinistro. Dalla regione anale si diparte una coda simmetrica ben innervata e dotata di muscoli potenti: la coda prosegue all'interno del corpo con un inizio di notocorda. Tale specie rappresenta quindi il momento del passaggio dalla simmetria pentagonale alla simmetria bilaterale. I ritrovamenti paleontologici consentono quindi nuove affascinanti ipotesi sull'origine dei Condritti o Pesci Ossei.
L'identificazione I test si basano sulla reazione di Heilbronn (Figura 3), che in molti terpeni evidenzia la catena di 15 atomi di carbonio con i suoi caratteristici picchi allo spettroscopio.
Bibliografia 1) Grzimek B.: Vita degli Animali, Vol. 4, Cap. 4, I Condritti, 111, 1973. 2) De Carli: Il mondo dei Pesci, I Vertebrati acquatici, 9, 1975. 3) Lineaweaver-Backus: Il libro degli Squali. Derivazione e differenze, 12. Mursia, Milano 1970. 4) Steiner-Pomerantz: Chimica biologica, Cap. 16, Terpeni e steroidi, 293. 5) Bubbico F.: Il ruolo dei sali dell'acido piruvico e derivati (squalene) Medicina Cintemporanea, n. 1, 2000. 6) Bubbico F.: Terpeni e cumarine delle specie animali e vegetali: un esempio di evoluzione convergente nel regno animale e vegetale. L'uomo e la Medicina, n. 1, 2001. |