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* I CLINICA OTORINOLARINGOIATRICA DELL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA “LA SAPIENZA”
** II CLINICA OTORINOLARINGOIATRICA DELL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA “LA SAPIENZA”

NISTAGMO
SPONTANEO
CENTRALE

FRANCESCA BARACCHINI *
DONATO PARROTTO *
Raffaella La Gamma **
MARIO GAGLIARDI*


Riassunto

Noi mettiamo in evidenza l’importanza di alcune forme di nistagmo come segno di una lesione del sistema vestibolare centrale.
Infine gli autori descrivono il nistagmo verticale (downbeating e upbeating ), e il nistagmo multidirezionale e dissociato.
Parole chiave: nistagmo spontaneo, segno di lesione.

Abstract

We emphasize the importance of a few forms of nystagmus as signs of lesion of the central vestibular system:
Finally the authors explain vertical (downbeating and upheating )nystagmus , multidirectional and dissocated nystagmus.
Key words: spontaneous nystagmus, sign of lesion.

Introduzione

Il nistagmo spontaneo è dovuto ad un’alterazione di quei meccanismi che normalmente permettono di mantenere fermo lo sguardo, in particolare di quei sottosistemi predisposti al controllo dei movimenti oculari: vestibolo-oculare, di mantenimento dello sguardo eccentrico, di inseguimento oculare, otticocinetico e saccadico.
Il nistagmo spontaneo centrale è causato da una disfunzione dei nuclei vestibolari o delle relative connessioni con il cervelletto o con gli altri centri tronco-encefalici legati alla oculomotricità.
In accordo con le considerazioni del Prof. Pagnini il nistagmo spontaneo viene considerato tale quando è presente in posizione di sguardo diretto in avanti in almeno una delle posizioni fondamentali, raggiunte con movimento lento: seduto, supino, fianco destro, o fianco sinistro, Rose.
È opportuno precisare che nel contesto di un discorso clinico sul nistagmo spontaneo centrale, è necessario parlare anche del nistagmo da sguardo laterale (Gaze evoked nystagmus) e del nistagmo da rimbalzo, anche se in base alle precedenti considerazioni non sono da considerare come nistagmi spontanei bensì come nistagmi evocati da manovre oculari.Tecnica di ricerca del nistagmo spontaneo
Il paziente viene esaminato in posizione seduta, con lo sguardo diretto in avanti (posizione primaria di sguardo), con gli occhiali di Frenzel che inibiscono la fissazione visiva impedendo di fissare una mira posta di fronte. Successivamente gli occhi vengono fatti deviare lateralmente di un’angolazione inferiore a 30° verso destra e verso sinistra, in alto e in basso, per svelare eventuali modificazioni del nistagmo indotte dalla lateralizzazione ed un eventuale nistagmo di lateralità. La posizione di lateralità dello sguardo deve essere mantenuta per almeno 20 secondi in assenza di nistagmo e per un tempo più lungo in presenza di nistagmo, per osservare se è esauribile, se incrementa e se cambia direzione. Dopo aver mantenuto lo sguardo in posizione laterale per almeno 20 secondi, si invita il paziente a riportare rapidamente lo sguardo in posizione primaria per cercare un eventuale nistagmo di rimbalzo. Quindi le stesse manovre vengono effettuate senza occhiali di Frenzel invitando il paziente a fissare un oggetto di fronte a lui per vedere le modificazioni che il nistagmo subisce con la fissazione visiva.
Successivamente il paziente deve essere esaminato in almeno altre quattro posizioni (supino, fianco destro, fianco sinistro, Rose) raggiunte con movimento lento, mantenute pert almeno 20 secondi, con sguardo in posizione primaria, dapprima con occhiali di Frenzel e poi senza per valutare l’influenza della fissazione visiva sul nistagmo. Lo studio del nistagmo in queste posizioni è utile per evidenziare nistagmi non presenti in posizione seduta e per osservare le modificazioni che questi eventualmente subisce.
Il nistagmo può essere osservato dall’esaminatore direttamente dietro occhiali di Frenzel o ad occhio nudo. Il nistagmo tuttavia può essere registrato con l’elettroculografia (EOG) o con la videoculografia (VOG).
L’EOG consente di registrare e valutare tutti i movimenti oculari lineari, la velocità angolare e le modificazioni del ritmo e della forma delle scosse (alterazioni qualitative) che tuttavia, essendo influenzate dalle condizioni d’esame, dallo stato di attenzione e da eventuali terapie farmacologiche del paziente, risultano di scarso rilievo clinico. Questa tecnica tuttavia non consente di registrare nistagmi rotatori, o nistagmi inferiori a 2° e presenta a volte inconvenienti tecnici connessi ad interferenze elettriche. La VOG pur superando i limiti tecnici della EOG, evidenzia anche nistagmi non patologici presentando pertanto gli stessi limiti della registrazione EOG ad occhi aperti al buio.

Caratteristiche del nistagmo spontaneo centrale
L’origine centrale di un nistagmo spontaneo può essere sospettata o in base ad aspetti peculiari del nistagmo, come ad esempio un nistagmo verticale, un nistagmo dissociato, il nistagmo periodico alternante, (in questi casi la disfunzione non può essere che centrale), oppure il nistagmo può presentarsi con la stessa morfologia di un nistagno periferico (nistagmo orizzontale o nistagmo rotatorio), ma alcune caratteristiche cliniche (es. la mancata inibizione da fissazione, la mul-tidirezionalità...) ne fanno sospettare l’origine a livello del sistema vestibolare centrale.
A questo proposito il primo aspetto che deve far sospettare un origine centrale del nistagmo spontaneo è la multidirezionalità. Si tratta di un nistagmo che batte in direzioni differenti. Ciò può avvenire sia quando lo sguardo è nella stessa posizione, come ad esempio si ha nel nistagmo periodico alternante (PAN), oppure in posizioni dello sguardo o della testa differenti, come per esempio il nistagmo persistente geotropo che si riscontra a testa lateroruotata destra e sinistra, nei casi di lesioni vascolari centrali.
Seconda caratteristica è la mancata inibizione sotto fissazione. Mentre il nistagmo periferico viene inibito o ridotto di oltre il 50% della sua ampiezza in seguito a una fissazione visiva, il nistagmo vestibolare centrale, soprattutto se dovuto ad alterazioni delle strutture visuo-vestibulo-oculomotorie, non viene inibito dalla fissazione, anzi ne può essere rafforzato, come per esempio avviene nel nistagmo congenito.
Terzo aspetto che depone per disfunzioni del sistema vestibolare centrale è la dissociazione. I movimenti dei due globi oculari non avvengono sullo stesso piano.
Forme tipiche di nistagmo spontaneo centrale
1) Il nistagmo verticale
Il downbeat nystagmus (DN) è il pù frequente nistagmo spontaneo di origine centrale, e quindi quello meglio conosciuto. Si tratta di un nistagmo a scosse in cui la fase rapida batte verso il basso. È presente in posizione primaria dello sguardo, si accentua a sguardo laterale, nello sguardo verso il basso (legge di Alexander), con la fissazione e con la convergenza dello sguardo. Pertanto il modo migliore di osservare un DN è far guardare lateralmente e in basso.
In posizione supina e in Rose l’intensità del DN incrementa. I sintomi associati al nistagmo verticale sono l’oscillopsia, l’instabilità posturale e talora è presente diplopia.
Il nistagmo verticale può presentarsi anche con fase rapida diretta in alto ed è detto upbeat nystagmus (UN). Questo nistagmo aumenta a sguardo rivolto in alto (legge di Alexander), ma non nella lateralizzazione dello sguardo.
La etiopatogenesi del Downbeat nystagmus è in relazione a lesioni del vestibolo- cervelletto o del bulbo.
Le cause più frequenti sono: la degenerazione o l’ abiotrofia cerebellare, l’ectopia cerebellare per anomalie cranio cervicali (es. la sindrome di Arnold-Chiari), inoltre le lesioni vascolari e malattie demielinizzanti.
L’Upbeat nystagmus è correlato piuttosto a lesioni della regione rostrale del bulbo e del ponte, brachium conjunctivum, verme anteriore ed emisferi cerebellari, mesencefalo e talamo.
Cause più frequenti sono la sclerosi multipla, le lesioni vascolari del tronco e del cervelletto, l’abiotrofia cerebellare.
Il nistagmo verticale si giustifica fisiopatologicamente per uno sbilanciamento tonico dei segnali vestibolo-oculari, che è reso possibile dal fatto che le vie centrali che mediano i movimenti verso l’alto e verso il basso sono differenti. Questo riguarda le vie vestibolari centrali che portano inputs a partenza dai canali semicircolari verticali. Mentre uno sbilanciamento degli inputs otolitici e la perdita di inibizione cerebellare sulla via canalare può manifestare o accentuare il nistagmo verticale. Ciò spiega l’effetto che i cambiamenti di posizione della testa possono determinare sul nistagmo verticale.
2) Nistagmo orizzontale puro
È un nistagmo caratterizzato da movimenti degli occhi sul piano orizzontale, che segue la legge di Alexander e spesso non viene inibito dalla fissazione visiva. A volte è difficilmente differenziabile da un nistagmo orizzontale periferico.
Al fine della diagnosi differenziale un normale bilancio vestibolare calorico e/o la presenza di segni di sicuro significato centrale (deficit di inibizione visiva, gazeevoked nystagmus, alterazione del riflesso visuo-oculare) deve indurre il sospetto di una patologia centrale. In genere è causato da una lesione bulbo-pontina di varia natura a carico dei nuclei vestibolari.
3) Nistagmo rotatorio puro
È caratterizzato da movimenti oculari attorno all’asse antero-posteriore. In genere è causato da una lesione dei nuclei vestibolari e teoricamente potrebbe essere provocato da una patologia periferica di entrambi i canali verticali.
4) Nistagmo dissociato in posizione primaria
È quel nistagmo in cui il movimento dei due occhi differisce per uno o più dei seguenti caratteri: direzione, frequenza, ampiezza, velocità.
Una forma particolare di nistagmo dissociato in posizione primaria è il nistagmo ad altalena (See-Saw nystagmus). È un nistagmo pendolare, nel quale un occhio sale e ruota verso l’interno e l’altro scende e ruota verso l’esterno (ruotazione sempre in senso orario). La maggior parte dei pazientri con See-Saw sono affetti da emianopsia bitemporale, causata da neoplasie parasellari o traumi cranici.
5) Nistagmo periodico alternante
È una rara forma di nistagmo orizzontale presente in posizione primaria, che inverte direzione ad intervalli di tempo regolari. Il nistagmo batte in una direzione per 80 – 120 secondi, con un progressivo incremento e decremento della frequenza, seguiti da una pausa di 5 – 20 secondi, al termine della quale riprende gli stessi caratteri in direzione opposta. Questo nistagmo segue la legge di Alexander, e i pazienti sfruttano questo fenomeno per minimizzare l’oscillopsia presente. Esiste una forma congenita e una forma acquisita.
Le cause più frequenti del NPA sono la sindrome di Arnold-Chiari, ed altre anomalie della fossa cranica posteriore, la sclerosi multipla, patologia degenerativa e neoplastica cerebellare.
Le strutture responsabili di questo nistagmo sono il nodulo e l’uvula. La periodica alternanza del nistagmo rifletterebbe i processi di adattamento finalizzati alla riparazione della disfunzione. Il nodulo e l’uvula per mantenere un controllo inibitorio delle risposte vestibolari utilizzano il GABA, e infatti il Baclafen, farmaco GABAergico inibisce il NPA.
6) “Ocular bobbing”
Consiste in un movimento oculare aritmico coniugato, rapido verso il basso, seguito da un lento ritorno verso il centro. È un classico segno di lesione pontina intrinseca (es. emorragia) che si rileva nei pazienti in coma.
7)Nistagmo pendolare acquisito
È caratterizzato da movimenti oculari con traiettoria obliqua o ellittica di diversa ampiezza nei due occhi, causato in genere da sclerosi multipla o infarto del tronco.Nistagmo evocato da manovre oculari
8) Il nistagmo da sguardo laterale
Il nistagmo da sguardo laterale è quel nistagmo evocato dalla posizione eccentrica degli occhi nelle orbite. La fase rapida è diretta nella stessa direzione dello sguardo, la fase lenta in direzione opposta e presenta una velocità che decresce in modo esponenziale.
I movimenti oculari di lateralità originano da neuroni situati nella sostanza reticolare della regione paramediana pontina, i quali inviano un segnale di velocità “pulse” diretto ai motoneuroni dei muscoli oculari estrinseci che fanno muovere rapidamente gli occhi vincendo le forze visco-elastiche dell’orbita. Quando gli occhi hanno raggiunto la posizione laterale è necessario che gli stessi motoneuroni oculari mandino un segnale di posizione detto “step” in grado di opporsi alle stesse forze che tenderebbero a farli ritornare nella posizione di partenza.
La trasformazione del segnale pulse in step avviene grazie ad un processo di integrazione che si realizza a livello di una struttura detta integratore neurale che per i movimenti sul piano orizzontale è situato nel nucleo vestibolare mediale e nel nucleo preposto dell’ipoglosso, mentre per quelli verticali è localizzata, oltre che nelle citate strutture, anche nel nucleo interstiziale di Cajal ed in quello rostrale interstiziale del fascicolo longitudinale mediale.
L’integrità dell’integratore neurale consente agli occhi di mantenere la loro posizione laterale, il cervelletto contribuisce a migliorare le prestazioni dell’IN allungando la costante di tempo.
In caso di deficit funzionale dell’IN gli occhi non riusciranno a mantenere la loro posizione eccentrica e scivoleranno lentamente al centro: dovrà pertanto intervenire un nuovo comando “pulse” per riportare gli occhi in posizione latrerale. Questa serie continua di movimenti oculari lenti e rapidi dà origine al cosiddetto Gaze Evoked Nystagmus, segno pertanto di disfunzione centrale dell’IN a sede bulbare, mesencefalica o cerebellare.
In alcuni soggetti normali in caso di deviazione laterale degli occhi superiore a 30° si può manifestare un ny di lateralità parafisiologico denominato ny da sguardo estremo il quale è indice di una più breve costante di tempo dell’IN.
Cause più frequenti di GEN simmetrico sono farmaci anticonvulsivanti e sedativi che provocano una disfunzione delle strutture cerebellari e/o dei nn. vestibolari. Il GEN può essere causato da patologie di varia natura del cervelletto e del tronco.
9) Nistagmo di rimbalzo
È un nistagmo che si manifesta quando dalla prolungata posizione di sguardo laterale invitiamo il paziente a riportare gli occhi rapidamente in posizione primaria di sguardo, ove compare un nistagmo transitorio la cui fase rapida batte in direzione opposta a quella precedente di lateralità. In genere è bidirezionale e si presenta in pazienti con nistagmo di lateralità. È indice di patologia cerebellare.

Bibliografia

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Leigh R.J., Zee D.S.: The Neurology of Eye Movements. C.N.S. F.A. Davis Company, Philadelphia ed.II, 1991
Pagnini P., Vannucchi P., Nuti D.: Il nistagmo spontaneo posizionale:visione ortodossa o eterodossa. In A. Dufour (ed.) 10 anni di eng.: revisione critica. X Giornata Italiana di nistagmografia clinica. Sorrento. Gss Formenti, 39-78,1990

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