|
Riassunto
Con l'intento di rilevare la prevalenza dello streptococco
di gruppo B nelle gestanti, la distribuzione dell'infezione nei tre trimestri
di gestazione e se l'isolamento del germe era costante, intermittente
od occasionale è stata condotta la ricerca in collaborazione con
l'Istituto d'Igiene nella nostra Università.
Sono state seguite 230 gestanti dal I trimestre fino al termine di gravidanza
e si è ottenuto l'isolamento del germe nel I° trimestre in
8 pazienti nel 2° trimestre in 6 nelle quali 4 positive nel I°
prelievo e nel 3° trimestre in 8 nelle quali 4 posive nel 1° e
2° prelievo, 2 positive solo nel 2° e 2 positive per la prima
volta.
L'età delle pazienti era inferiore ai 25 anni e tutte erano primigravide.
L'anamnesi ostetrica e il decorso della gravidanza era stato fisiologico
e non risultarono reperti clinici deponenti per flogosi del tratto genitale
inferiore.
In quattro parteners di pazienti positive e stato isolato lo streptococco
di gruppo B dalle spermioculture.
Si conclude per l'opportunità di screening e di una profilassi
a costo efficace solo quando coesistono fattori di rischio consolidati
nelle recenti linee guida.
Parole chiave: Streptococco di gruppo B./Gravidanza.
Abstract
To evaluate the colonization with Group B Streptococcus
(GBS) during pregnancy, vaginal specimens were collected and cultured
in 230 patients, in the 1,2 and 3 trimester. GBS was detected in 8 women
(4%): the isolation was costant in 4, intermittent in 2 and occasionally
in 2.
Key words: Group B Streptococcus.
Pregnancy.
Lo streptococco beta emolitico di gruppo B di Lancefield
è stato isolato per la prima volta nell'uomo da Frey nel 1938 in
una sepsi puerperale. Da allora il susseguirsi di pubblicazioni ha definito
il ruolo dello streptococco di gruppo B nella patologia materna e perinatale.
In gravidanza è stato associato a cistoipielite, amnioniti, rottura
prematura delle membrane e parto pretermine. Nel puerperio febbrile è
stato isolato dall'II al 25% da endometrite post cesario, ascessi addominali
e fascite necrotizzante (1,2).
Le infezioni perinatali si presentano con due diversi quadri clinici:
il primo insorge precoce (sepsi, meningite, polmonite), mentre il secondo
ad insorgenza tardiva si manifesta dopo la prima settimana e fino al terzo
mese (otite, osteomielite, meningite) (3).
Nella malattia neonatale ad insorgenza precoce la trasmissione del germe
è di tipo verticale ed il neonato contrae l'infezione attraverso
il canale del parto o ingerendo liquido amniotico infetto. In quelle ad
insorgenza tardiva, oltre che per via materna, la trasmissione può
verificarsi nella nursery o trasmessa, come cross infection, da altro
neonato. Non è ammessa l'infezione diretta dell'animale all'uomo,
ne tramite latte pastorizzato. L'aderenza dello streptococco di gruppo
B alle cellule epiteliali della vagina è l'evento iniziale per
la colonizzazione e la successiva diffusione ascendente del germe che
possiede un trofismo superiore ad altri microrganismi patogeni per le
membrane fetali (4,5).
La percentuale di isolamento in gravidanza dal tratto genitale inferiore
varia dal 2,5 al 40,5% e risente del terreno di cultura, della sede del
prelievo (più elevata nel terzo inferiore della vagina + retto).
Lo stato di portare in gravidanza non è costante poiché
solo nel 36% è risultato sempre presente durante tutto il ciclo
della gestazione, mentre nel 20% l'isolamento è risultato intermittente
e nel 15% occasionale.
Un maggior numero di colture positive è riportato in gestanti che
avevano fatto uso per lungo tempo di dispositivi intrauterini o che utilizzarono
tamponi interni. Nessun rapporto è stato rilevato con i contraccettivi
orali (6).
Più elevata incidenza di isolamento è riferita per le giovani
donne e nella bassa parità.
Nel partner di donne positive lo streptococco di gruppo B è stato
isolato nel secreto uretrale o dalla spermiocultu-ra nel 50% dei casi.
La profilassi dell'infezione materno-fetale può essere attuata
sia durante la gravidanza che intrapartum, ma mentre la prima è
risultata infruttuosa per la ricolonizzazione, l'altra trava più
consensi e l'ampicillina è l'antibiotico più utilizzato.
Recentemente la clindamicina al 2% per uso topico avrebbe dato risultati
migliori (7,8,9).
Il Servizio Sanitario Nazionale ha ritenuto di introdurre, in regime di
esenzione, la ricerca dello streptococco di gruppo B nel primo trimestre
di gravidanza e nell'ultimo mese.
Su questi presupposti abbiamo ritenuto opportuno condurre la ricerca finalizzata
ai seguenti obbiettivi: rilevare la prevalenza dello streptococco di gruppo
B nelle gestanti; valutarne la distribuzione nei tre trimestri; rilevare
se l'isolamento del germe è costante o intermittente od occasionale;
considerare se nelle pazienti risultate positive fosse presente un reperto
vagino-cervicale verso malattie infettive; se l'anamnesi ostetrica nella
gestante portatrice orientasse verso una patologia infettive e se nelle
vie genitali del partner fosse presente il microrganismo.
Materiale e metodo
Sono state seguite presso l'Ambulatorio Generale della
II Clinica Ostetrica e Ginecologia dell'Università di Roma, nel
corso del 1997, 230 gestanti dal primo al terzo trimestre di gravidanza.
Per ciascuna è stata compilata una scheda con la raccolta dei dati
anagrafici, l'attività lavorativa, l'anamnesi familiare e patologica
ed in particolare l'anamnesi ostetrica pregressa e l'evoluzione della
gravidanza in corso.
Con l'esame speculare si è valutato il tratto genitale inferiore
e dal terzo inferiore della vagina veniva prelevato, nel corso del primo
trimestre con un tampone cotonato il materiale di studio. Il tampone veniva
immesso in un terreno di trasporto ed inviato, entro due ore, al Laboratorio
dell'Istituto d'Igiene per la coltura nei terreni selettivi per lo streptococco
di gruppo B.
La valutazione obbiettiva ed il prelievo sono stati ripetuto nel
secondo e terzo trimestre e nelle pazienti risultate positive veniva richiesto
al partner se avesse disturbi urologici ed eseguito un prelievo uretrale
ed una spermiocultura.
Risultati
Nel I° trimestre di gravidanza si è avuto l'isolamento
dello streptococco di gruppo B in 8 pazienti.
Nel II° trimestre in 6, nelle quali 4 portatrici nel
I° prelievo
Nel III° trimestre in 8 delle quali 4 portatrici nel
I° e secondo trimestre, 2 positive solo nel 2° trimestre e 2 positive
per la prima volta.
Le pazienti appartenevano tutte ad un ceto sociale medio
ed avevano un'età inferiore ai 25 anni, ed erano tutte primigravide.
Dall'anamnesi non risultavano patologie ostetriche pregresse ed il decorso
della gravidanza è risultato fisiologico. Non è stato rilevato
alcun reperto clinico riferibile a flogosi del tratto genitale inferiore.
In 4 dei partners di gestanti risultate positive è stato isolato
lo streptococco di gruppo B dalla spermiocultura e nessuno lamentava disturbi
urologici.
Considerazioni e conclusioni
Lo streptococco di gruppo B risulta essere il maggior responsabile
delle sepsi neonatale e del 10-25% di infezioni puerperali (10).
Il germe presente nel tratto genitale inferiore femminile può risalire
nel canale cervicale e gli enzimi proteolitici, di cui è dotato,
gli permettono di superare il corion e di indebolire le strutture dell'amnios.
La rottura delle membrane che ne consegue espone il feto al rischio dell'infezione
ed al parto prematuro.
La risalita dei germi è ben documentabile già 4 ore dopo
l'amniorexi, ma anche dopo il taglio cesario a membrana integre son riportate
sepsi puerperali, e neonatali.
Sul versante materno il germe può diffondersi per continuità
all'endometrio detreminando una endometrite o per via linfatica può
propagarsi al cellulare pelvico causando una parametrite o penetrare direttamente
in un vaso e determinare una batteremia.
Lo streptococco di gruppo B è presente come infezione asintomatica
nelle gestanti con un incidenza che va dal 2,1% del giappone al 20% degli
U.S.A. (11).
In Italia sono state rilevate variazioni di frequenza regionali e la prevalenza
delle gravide colonizzate va dal 6 al 7,5% (12).
Nelle pazienti da noi studiate si è avuta una percentuale di isolamento,
globalmente considerata, del 4% ed uniformemente presente nei tre trimestri
in accordo con altri AA che non hanno riscontrate variazioni percentuali
di isolamento nei vari mesi della gravidanza.
La bassa prevalenza dell'infezione nella nostra serie può essere
spiegata dal fatto che per due tamponi prelevati (vagina + retto), viene
riportata una percentuale di frequenza doppia (13).
Per quanto riguarda la durata della colonizzazione vaginale i nostri dati
concordano con quelli di altri AA. che in uno studio longitudinale hanno
riscontrato il 46% di cronicità un 20% di transietorietà
ed il 15% di occasionalità.
Bibliografia
1) Regan J. e coll: Premature
ruptures of membranes, preterm delivery and group B streptococcal colonitation
of mothers Am. J. Obstet. Gynecol. 141; 184-6, 1982.
2) Bobit J.A. e coll: Perinatal
complications in groop B streptococcal carriers: a longitudinal study
of prenatal patients. Am. J. Obstet. Ginecol. 151; 711-17, 1985.
3) Sweet R.L., Gibbs Romald S.:
Infectiones disease of the Femal genital tract Williams-Wilkins, II Ed.,
1990, pg. 22-37.
4) Yow M.D. e coll: The natural
historj of group B streptococcal colonization in the pregnant women and
the offspring colonization studies. Am. J. Obstet. Gynecol. 141; 184-6,
1982.
5) Anthonj D.F.: Epidemiology of group B streptococcus:
longitudinal observation during pregnaney. J.
Infect. Dis. 137; 124, 1978.
6) Cristensen e coll.: Colonization
of newborn with group B streptococci: relation to material carriage J.
Perinatal. Med. 10:133-46, 1987.
7) Baker C.J.: Group B streptococcal
infections. Clin. Perinatal. 24; 59-70, 1997.
8) Keen C.: Prevention of neonatal
group B streptococcal infection. Am. Fam. Physician 57: 2713-20, 1998.
9) Danti L. e coll.: Streptococco
di gruppo B e gravidanza Minerva Ginecol. 49: 235-40, 1997.
10) Faro S.: Goup B beta hemolitic
streptococci and puerperal infection. Am. J. Obstet. Gynecol. 131: 686-99,
1981.
11) Yamane e coll.: Isolation
and characterization of group B strepyococci from genito-urinary tracts
in Japan. Tohokj. Exp. Med. 141: 327-35, 1983.
12) Visconti A. e coll.: Colonization
and infection of mathers and neonates with group B streptococci in three
italian hospitals. J. Hosp. Infect. 6: 265-76, 1985.
13) Philipson E.h. e coll.: Enhanced
antenatal detection of group B streptococces colonizactio. Am. J. Obstet.
Ginecol. 85: 437-9, 1995.
14) Bakers C.J., Edwards H.S.: Group
B streptococcal infefections: perinatal impact and prevention. Ann. Ny.
Acad. Sci. 549: 193-202, 1988.
15) Revised guidelines for prevention of early-onset
group B streptococcal (GBS) infect. American
Academy of Pediatrics Committee on Infectious Diseases and Committee on
Fetus and Newborn. Pediatrics 99: 489-96, 1997.
|