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* Professore della 2a clinica Ostetrica e Ginecologia dell'Università La Sapienza di Roma -
Direttore: Prof. A. Pachi.

REVERBERI Luigi*
FERRARA Anna Giulia
RUOZI BERRETTA Angelo


STUDIO EPIDEMIOLOGICO DELLO STREPTOCOCCO DEL GRUPPO B NELL'ARCO DELLA GRAVIDANZA


Riassunto

Con l'intento di rilevare la prevalenza dello streptococco di gruppo B nelle gestanti, la distribuzione dell'infezione nei tre trimestri di gestazione e se l'isolamento del germe era costante, intermittente od occasionale è stata condotta la ricerca in collaborazione con l'Istituto d'Igiene nella nostra Università.
Sono state seguite 230 gestanti dal I trimestre fino al termine di gravidanza e si è ottenuto l'isolamento del germe nel I° trimestre in 8 pazienti nel 2° trimestre in 6 nelle quali 4 positive nel I° prelievo e nel 3° trimestre in 8 nelle quali 4 posive nel 1° e 2° prelievo, 2 positive solo nel 2° e 2 positive per la prima volta.
L'età delle pazienti era inferiore ai 25 anni e tutte erano primigravide. L'anamnesi ostetrica e il decorso della gravidanza era stato fisiologico e non risultarono reperti clinici deponenti per flogosi del tratto genitale inferiore.
In quattro parteners di pazienti positive e stato isolato lo streptococco di gruppo B dalle spermioculture.
Si conclude per l'opportunità di screening e di una profilassi a costo efficace solo quando coesistono fattori di rischio consolidati nelle recenti linee guida.


Parole chiave:
Streptococco di gruppo B./Gravidanza.

 

Abstract

To evaluate the colonization with Group B Streptococcus (GBS) during pregnancy, vaginal specimens were collected and cultured in 230 patients, in the 1,2 and 3 trimester. GBS was detected in 8 women (4%): the isolation was costant in 4, intermittent in 2 and occasionally in 2.

 

Key words: Group B Streptococcus. Pregnancy.

 

Lo streptococco beta emolitico di gruppo B di Lancefield è stato isolato per la prima volta nell'uomo da Frey nel 1938 in una sepsi puerperale. Da allora il susseguirsi di pubblicazioni ha definito il ruolo dello streptococco di gruppo B nella patologia materna e perinatale.
In gravidanza è stato associato a cistoipielite, amnioniti, rottura prematura delle membrane e parto pretermine. Nel puerperio febbrile è stato isolato dall'II al 25% da endometrite post cesario, ascessi addominali e fascite necrotizzante (1,2).
Le infezioni perinatali si presentano con due diversi quadri clinici: il primo insorge precoce (sepsi, meningite, polmonite), mentre il secondo ad insorgenza tardiva si manifesta dopo la prima settimana e fino al terzo mese (otite, osteomielite, meningite) (3).
Nella malattia neonatale ad insorgenza precoce la trasmissione del germe è di tipo verticale ed il neonato contrae l'infezione attraverso il canale del parto o ingerendo liquido amniotico infetto. In quelle ad insorgenza tardiva, oltre che per via materna, la trasmissione può verificarsi nella nursery o trasmessa, come cross infection, da altro neonato. Non è ammessa l'infezione diretta dell'animale all'uomo, ne tramite latte pastorizzato. L'aderenza dello streptococco di gruppo B alle cellule epiteliali della vagina è l'evento iniziale per la colonizzazione e la successiva diffusione ascendente del germe che possiede un trofismo superiore ad altri microrganismi patogeni per le membrane fetali (4,5).
La percentuale di isolamento in gravidanza dal tratto genitale inferiore varia dal 2,5 al 40,5% e risente del terreno di cultura, della sede del prelievo (più elevata nel terzo inferiore della vagina + retto).
Lo stato di portare in gravidanza non è costante poiché solo nel 36% è risultato sempre presente durante tutto il ciclo della gestazione, mentre nel 20% l'isolamento è risultato intermittente e nel 15% occasionale.
Un maggior numero di colture positive è riportato in gestanti che avevano fatto uso per lungo tempo di dispositivi intrauterini o che utilizzarono tamponi interni. Nessun rapporto è stato rilevato con i contraccettivi orali (6).
Più elevata incidenza di isolamento è riferita per le giovani donne e nella bassa parità.
Nel partner di donne positive lo streptococco di gruppo B è stato isolato nel secreto uretrale o dalla spermiocultu-ra nel 50% dei casi.
La profilassi dell'infezione materno-fetale può essere attuata sia durante la gravidanza che intrapartum, ma mentre la prima è risultata infruttuosa per la ricolonizzazione, l'altra trava più consensi e l'ampicillina è l'antibiotico più utilizzato. Recentemente la clindamicina al 2% per uso topico avrebbe dato risultati migliori (7,8,9).
Il Servizio Sanitario Nazionale ha ritenuto di introdurre, in regime di esenzione, la ricerca dello streptococco di gruppo B nel primo trimestre di gravidanza e nell'ultimo mese.
Su questi presupposti abbiamo ritenuto opportuno condurre la ricerca finalizzata ai seguenti obbiettivi: rilevare la prevalenza dello streptococco di gruppo B nelle gestanti; valutarne la distribuzione nei tre trimestri; rilevare se l'isolamento del germe è costante o intermittente od occasionale; considerare se nelle pazienti risultate positive fosse presente un reperto vagino-cervicale verso malattie infettive; se l'anamnesi ostetrica nella gestante portatrice orientasse verso una patologia infettive e se nelle vie genitali del partner fosse presente il microrganismo.

 

Materiale e metodo

Sono state seguite presso l'Ambulatorio Generale della II Clinica Ostetrica e Ginecologia dell'Università di Roma, nel corso del 1997, 230 gestanti dal primo al terzo trimestre di gravidanza. Per ciascuna è stata compilata una scheda con la raccolta dei dati anagrafici, l'attività lavorativa, l'anamnesi familiare e patologica ed in particolare l'anamnesi ostetrica pregressa e l'evoluzione della gravidanza in corso.
Con l'esame speculare si è valutato il tratto genitale inferiore e dal terzo inferiore della vagina veniva prelevato, nel corso del primo trimestre con un tampone cotonato il materiale di studio. Il tampone veniva immesso in un terreno di trasporto ed inviato, entro due ore, al Laboratorio dell'Istituto d'Igiene per la coltura nei terreni selettivi per lo streptococco di gruppo B.
La valutazione obbiettiva ed il prelievo sono stati ripetuto nel secondo e terzo trimestre e nelle pazienti risultate positive veniva richiesto al partner se avesse disturbi urologici ed eseguito un prelievo uretrale ed una spermiocultura.

 

Risultati

Nel I° trimestre di gravidanza si è avuto l'isolamento dello streptococco di gruppo B in 8 pazienti.

Nel II° trimestre in 6, nelle quali 4 portatrici nel I° prelievo

Nel III° trimestre in 8 delle quali 4 portatrici nel I° e secondo trimestre, 2 positive solo nel 2° trimestre e 2 positive per la prima volta.

Le pazienti appartenevano tutte ad un ceto sociale medio ed avevano un'età inferiore ai 25 anni, ed erano tutte primigravide.
Dall'anamnesi non risultavano patologie ostetriche pregresse ed il decorso della gravidanza è risultato fisiologico. Non è stato rilevato alcun reperto clinico riferibile a flogosi del tratto genitale inferiore.
In 4 dei partners di gestanti risultate positive è stato isolato lo streptococco di gruppo B dalla spermiocultura e nessuno lamentava disturbi urologici.

 

Considerazioni e conclusioni

Lo streptococco di gruppo B risulta essere il maggior responsabile delle sepsi neonatale e del 10-25% di infezioni puerperali (10).
Il germe presente nel tratto genitale inferiore femminile può risalire nel canale cervicale e gli enzimi proteolitici, di cui è dotato, gli permettono di superare il corion e di indebolire le strutture dell'amnios. La rottura delle membrane che ne consegue espone il feto al rischio dell'infezione ed al parto prematuro.
La risalita dei germi è ben documentabile già 4 ore dopo l'amniorexi, ma anche dopo il taglio cesario a membrana integre son riportate sepsi puerperali, e neonatali.
Sul versante materno il germe può diffondersi per continuità all'endometrio detreminando una endometrite o per via linfatica può propagarsi al cellulare pelvico causando una parametrite o penetrare direttamente in un vaso e determinare una batteremia.
Lo streptococco di gruppo B è presente come infezione asintomatica nelle gestanti con un incidenza che va dal 2,1% del giappone al 20% degli U.S.A. (11).
In Italia sono state rilevate variazioni di frequenza regionali e la prevalenza delle gravide colonizzate va dal 6 al 7,5% (12).
Nelle pazienti da noi studiate si è avuta una percentuale di isolamento, globalmente considerata, del 4% ed uniformemente presente nei tre trimestri in accordo con altri AA che non hanno riscontrate variazioni percentuali di isolamento nei vari mesi della gravidanza.
La bassa prevalenza dell'infezione nella nostra serie può essere spiegata dal fatto che per due tamponi prelevati (vagina + retto), viene riportata una percentuale di frequenza doppia (13).
Per quanto riguarda la durata della colonizzazione vaginale i nostri dati concordano con quelli di altri AA. che in uno studio longitudinale hanno riscontrato il 46% di cronicità un 20% di transietorietà ed il 15% di occasionalità.

 

Bibliografia

1) Regan J. e coll: Premature ruptures of membranes, preterm delivery and group B streptococcal colonitation of mothers Am. J. Obstet. Gynecol. 141; 184-6, 1982.

2) Bobit J.A. e coll: Perinatal complications in groop B streptococcal carriers: a longitudinal study of prenatal patients. Am. J. Obstet. Ginecol. 151; 711-17, 1985.

3) Sweet R.L., Gibbs Romald S.: Infectiones disease of the Femal genital tract Williams-Wilkins, II Ed., 1990, pg. 22-37.

4) Yow M.D. e coll: The natural historj of group B streptococcal colonization in the pregnant women and the offspring colonization studies. Am. J. Obstet. Gynecol. 141; 184-6, 1982.

5) Anthonj D.F.: Epidemiology of group B streptococcus: longitudinal observation during pregnaney. J. Infect. Dis. 137; 124, 1978.

6) Cristensen e coll.: Colonization of newborn with group B streptococci: relation to material carriage J. Perinatal. Med. 10:133-46, 1987.

7) Baker C.J.: Group B streptococcal infections. Clin. Perinatal. 24; 59-70, 1997.

8) Keen C.: Prevention of neonatal group B streptococcal infection. Am. Fam. Physician 57: 2713-20, 1998.

9) Danti L. e coll.: Streptococco di gruppo B e gravidanza Minerva Ginecol. 49: 235-40, 1997.

10) Faro S.: Goup B beta hemolitic streptococci and puerperal infection. Am. J. Obstet. Gynecol. 131: 686-99, 1981.

11) Yamane e coll.: Isolation and characterization of group B strepyococci from genito-urinary tracts in Japan. Tohokj. Exp. Med. 141: 327-35, 1983.

12) Visconti A. e coll.: Colonization and infection of mathers and neonates with group B streptococci in three italian hospitals. J. Hosp. Infect. 6: 265-76, 1985.

13) Philipson E.h. e coll.: Enhanced antenatal detection of group B streptococces colonizactio. Am. J. Obstet. Ginecol. 85: 437-9, 1995.

14) Bakers C.J., Edwards H.S.: Group B streptococcal infefections: perinatal impact and prevention. Ann. Ny. Acad. Sci. 549: 193-202, 1988.

15) Revised guidelines for prevention of early-onset group B streptococcal (GBS) infect. American Academy of Pediatrics Committee on Infectious Diseases and Committee on Fetus and Newborn. Pediatrics 99: 489-96, 1997.