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Università degli Studi "La Sapienza" di Roma
Servizio Speciale di Chirurgia Geriatrica
Primario: Prof. Giovanni Galassi


PASTORE Piergiorgio PRECE Valentina MONTESANO Giuseppe GALLINARO Luca
TURANO Rodolfo BERTAGNI Alessandro PUCCIATTI Irma D'ERMO Giuseppe
GALASSI Giovanni

IL CARCINOMA GASTRICO NELLA TERZA ETA': CONSIDERAZIONI CLINICO-DIAGNOSTICHE E DI TECNICA OPERATORIA


Riassunto

Gli A.A. prendono in esame 193 pazienti in età geriatrica, operati per carcinoma gastrico presso l'Istituto di IV Clinica Chirurgica dell'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma, intendendo verificare se tale patologia presenta, con il crescere dell'età differenze cliniche tali da influenzare significativamente la condotta terapeutica.
La casistica viene suddivisa in due gruppi il primo rappresentato da pazienti con età inferiore a 60 anni, il secondo con una età superiore. Sono valutati i seguenti aspetti: sesso, età, sede della neoplasia, stadio oncologico, tipo d'intervento eseguito, mortalità operatoria, sopravvivenza a distanza globale e differenziata per chirurgia curativa e palliativa.
Dall'analisi dei dati si conferma che il carcinoma dello stomaco nel vecchio, se si eccettuano alcuni aspetti particolari, benefica di indicazioni e tecniche analoghe a quelle proposte per il giovane, con risultati a distanza sovrapponibili, ma con mortalità operatoria più elevata.
Per ottenere migliori risultati operatori è necessario, oltre alla correzione di deficit organici, metabolico e funzionali, una valutazione attenta dei fattori di rischio.

 

Parole chiave: Carcinoma gastrico avanzato, gastrectomia, età geriatrica.

 

Abstract

Authors examined 193 geriatric patients affected by gastric cancer and observed at the IV Departement of Surgery of "La Sapienza" University of Rome, to verify if this pathology arises with the increase of age clinical differences that influence significatly the therapeutic district.The casuistry is subdivided into two groups: the first is composed by patients under60 years of age,and the second of patients over 60.
The following points of view are valuable:sex, age, seat of the tumor, oncologic stage, surgery, operative mortality, long term survival, total and distinct in curative and palliativesurgery.
Analysis of data confirmed that gastric cancer in old patient, except some particular point of view, avail oneself of directions and similar technics that are suggested to young patient with laideble long term results, but with more elevated operative mortality.
To get better operative results needs, further correction of metabolic and functional disorders, a careful evaluation of the risk factors.

 

Key words: Advanced gastric cancer, gastrectomy, elderly patient

 

I tumori dello stomaco, nonostante una riduzione dell'incidenza riscontrata negli ultimi anni, sono al secondo posto nell'ambito delle cause di morte per neoplasia subito dopo il cancro del polmone, con 183 decessi ogni 100.000 abitanti.
L'allungamento della vita media, di contro, ha portato ad una maggiore incidenza di queste patologie neoplastiche nell'età avanzata, costituendo motivo di discussione e ricerca in ambiente geriatrico, specialmente in considerazione del fatto che la spettanza di vita, anche nelle fasce d'età più avanzate, è sempre superiore a quella concessa dall'evoluzione naturale del tumore.
Scopo di questo lavoro, che si basa sull'analisi di dati epidemiologici, anatomopatologici, clinici e sui risultati a distanza, è quello di evincere se vi siano differenze tra la fascia di età adulta e quella geriatrica (>60), tali da influenzare la condotta terapeutica nell'anziano.

 

Materiali e metodi

Dal 1983 al 1998 sono giunti alla nostra osservazione nell'Istituto di IV Clinica Chirurgica del Policlinico Umberto I di Roma, 193 pazienti affetti da cancro dello stomaco, con età >60 anni.
Gli aspetti presi in considerazione sono stati: età, sesso, sede della neoplasia, stadio, tipo istologico, interessamento linfonodale, infiltrazione della sierosa, tipo d'intervento, mortalità operatoria, sopravvivenza a distanza, globale e differenziata per chirurgia palliativa e curativa, qualità di vita.
Per quanto riguarda l'età, sembra che l'incidenza maggiore sia nella settima decade di vita; il sesso maschile è più interessato con un rapporto M/F di 1,6; con l'aumentare dell'età si è notato inoltre un aumento delle localizzazioni fundiche, specie nelle donne; in riferimento allo stadio (stadiazione U.I.C.C.) abbiamo notato una prevalenza del III e IV stadio, sia negli uomini che nelle donne; secondo la classificazione istologica proposta da Lauren, l'istotipo più frequente è risultato essere quello intestinale, che ha interessato 135 (circa il 70%) pazienti, seguito da quello di tipo diffuso (58 pazienti, cioè il 30% circa) (Ronconi).
Nella nostra casistica abbiamo riscontrato solo due casi di "Early Gastric Cancer", mentre lo stadio maggiormente riscontrato è stato il IIIa (Tab. 1).

Tabella 1 : Stadiazione dei pazienti per stadi secondo la classificazione TMM (UICC 1987).

   > 60 aa  %  < 60 aa  %  Totale  %
 ECG  2  0.7%  3  1%  5  1.7%
 I A  15  5.1%  8  2.7%  23  7.8%
  I B  21  7.1%  9  3.1%  30  10.2%
 II A   37  12.6%  25  8.5%  62  21.1%
 II B   9  3.1%  2  0.6%  11  3.7%
III A  43  14.6%  23  7.8%  66  22.4%
 III B  12  4.1%  9  3.1%  21  7.1%
 IV  54  13.3%  22  7.5% .  76  25,8%
Totale  193  65.6%  101  34.4%  294  100%

L'interessamento linfonodale è stato riscontrato in una percentuale relativamente bassa (116 casi), mentre l'interessamento della sierosa nel 22% circa dei casi.
Per quanto riguarda l'intervento chirurgico, sono state eseguite 78 resezioni gastriche, 21 gastrectomie totali, 44 gastrectomie totali allargate, 16 interventi palliativi (3 gastrostomie, 11 gastroentero-stomie, 2 posizionamenti di endoprotesi), 15 laparotomie esplorativa (Tab. 2).

Tabella 2 : Interventi eseguiti nei pazienti in età > 60 aa.

 RESEZIONI CURATIVE  143  82.18%
 GIUNZIONE esofago gastrica  2  1.40%
  ATIPICA  2  1.40%
 POLARE  5  3.50%
 DISTALE  69  48.25%
 Gastrectomie totali   21  14.69%
 Gastrectomie totali allargate  44  30.77%
  con SPLENECTOMIA  24  54.55%
  con resez. CORPO e/o
CODA Pancreas
 2  4.55%
 con resez. CORPO e/o
CODA Pancreas + SPLEN.
 16  36.36%
 con resez. segmentaria
COLON TRAVERSO
  2  4.55%
 Interventi palliativi  16  9.20%
 GASTRORTOMIA  3  18.75%
  GASTRO-ENTEROSTOMIA  11  66.75%
 POSIZIONAMENTO ENDOPROTESI  2  12.50%
 Laparotomie esplorative  15  8.62%

Il tipo d'intervento non si discosta da quello attuato nei casi di pazienti con età inferiore ai 60 anni, anche se il numero delle resezioni distali è superiore dal momento che nel paziente anziano vi è una maggiore incidenza di localizzazione distale della neoplasia gastrica.
Per quanto riguarda la linfoadene-ctomia, la strategia chirurgica nell'anziani può essere impostata diversamente rispetto al giovane, dal momento che i due parametri, morbilità e sopravvivenza a distanza, giocano un ruolo differente in relazione all'età del paziente. Per tali motivi una linfoadenectomia di terzo livello (R3), "obbligatoria" nel giovane, ma gravata di una maggiore morbilità, può essere ragionevolmente limitata o, infine, tralasciata nell'anziano, specie se la neoplasia è a localizzazione antrale ed istologia "favorevole", poiché le condizioni generali e la spettanza di vita di questi pazienti giustificano scelte legate più a risultati immediati che a lungo termine.
Di certo le modalità di ricostruzione della continuità intestinale dopo exeresi non sembrano presentare differenze significative tra il paziente giovane e quello anziano, anche se quest'ultimo sopporta meglio una resezione gastrica o, in caso di gastrectomia totale, si giova maggiormente di un'anastomosi entero-enterica sec. Roux con ansa defunzionalizzata.
Abbiamo riscontrato nei pazienti anziani il 20,11% di complicanze che abbiamo distinto in perioperatorie (cardio-circolatorie, respiratorie, emorragiche, peritonitiche), 19 casi, e postoperatorie (deiscenze, ascessi circoscritti o diffusi, sindromi aderenziali), 16 casi.
La sopravvivenza a distanza, che dipende dallo stadio del tumore, sia dalle malattie associate, che nell'anziano hanno un peso rilevante, è circa del 50% a due anni e del 20% a cinque anni.
La qualità di vita dopo interventi curativi è da considerasi accettabile.

 

Discussione

I più recenti dati della letteratura confermano che all'aumento di mortalità per neoplasie, fa riscontro una riduzione di quella per cancro gastrico, malgrado l'aumento dell'età media e quindi del numero di pazienti anziani, frequentemente interessati da questa patologia. Secondo la nostra esperienza la settima decade di vita è la più colpita per quel che riguarda l' "advanced gastric cancer", a differenza delle forme "early" che si manifestano più spesso nei soggetti giovani.
Il rapporto uomini/donne tende a ridursi con l'aumentare dell'età, in relazione con la prevalenza femminile nella popolazione generale.
La localizzazione più frequente risulta essere quella antrale, seguita da quella del corpo e da quella fundica. Quest'ultima sembra divenire più frequente con l'aumentare dell'età, come confermato nella nostra casistica, a differenza dei giovani per i quali non si notano differenza percentuali di sede.
Per quel che riguarda l'istotipo sec. Lauren, il tipo intestinale, a prognosi, almeno teoricamente, più favorevole, predomina nei pazienti anziani rispetto a quelli appartenenti alla quarta e quinta decade di vita; questo dato non trova riscontro nei risultati a distanza, che sono legati più allo stadio e alla presenza di malattie concomitanti.
Lo stadio, determinato secondo la classificazione internazionale, ha mostrato differenze in rapporto all'età, con una maggiore incidenza di stadi avanzati nei pazienti geriatrici, e conseguentemente minori possibilità di exeresi curativa, a differenza dei pazienti più giovani che si presentavano al momento della diagnosi in stadio I e II.
Il quadro clinico e sintomatologico dell'anziano portatore di un carcinoma gastrico è subdolo, non patognomico della patologia neoplastica, portando quindi ad una diagnosi tardiva e ad un intervento chirurgico in uno stadio generalmente avanzato, pregiudicando in modo significativa la sopravvivenza a distanza. Tutto ciò si complica ulteriormente se pensiamo ai deficit immunitari e alle malattie concomitanti, che caratterizzano i soggetti anziani, cui sono imputabili in larga misura, complicanze e mortalità operatorie.
La mortalità operatoria aumenta nelle resezioni curative in rapporto all'età dopo i 70 anni e nella recente letteratura viene compresa tra il 4% ed il 16,5%.
Nella determinazione del rischio chirurgico svariate Scuole utilizzano la classificazione dell'American Society of Anesthesiologists (ASA). Il paziente anziano può essere così inserito in una delle seguenti classi (Ronconi):

- ASA 1: paziente in buone condizioni generali

- ASA 2: " con una o più malattie non invalidanti

- ASA 3: " " " malattia invalidante

- ASA 4: " " " " che può costituire pericolo di vita

- ASA 5: " moribondo

 

Nei primi due gruppi ASA la mortalità post-operatoria può essere prevista intorno al 2,7%, mentre nei due gruppi successivi tale percentuale raggiunge il 20%.
Prescindendo dalla classificazione ASA, possiamo comunque dire che la mortalità diviene molto significativa oltre i 79 anni, aumentando con l'avanzare dell'età fino a raggiungere il 30 % oltre gli 85 anni.
Per il cancro gastrico in età geriatrica valgono le stesse indicazioni e tecniche chirurgica messe in atto nel caso in cui il paziente sia giovane anche se, per raggiungere gli stessi risultati a distanza è necessario correggere nel paziente anziano le eventuali alterazioni metaboliche, organiche e funzionali legate alle malattie intercorrenti ed alla naturale involuzione di organi ed apparati, sia in epoca pre- che post- operatoria.

 

Conclusioni

Riteniamo quindi che la strategia chirurgica del paziente geriatrico non si differenzi in maniera significativa da quella codificata per il paziente giovane, sia per quanto riguarda l'exeresi che la seguente ricostruzione, anche se deve essere tenuto in considerazione il fatto che nei pazienti anziani il cancro gastrico ha più frequentemente localizzazione distale ed istologia "favorevole".
L'unica differenza degna di rilievo è quella che riguarda l'estensione della linfoadenectomia dal momento che nel paziente anziano, con spettanza di vita più breve, gli atti chirurgici, tesi ad un ipotetico miglioramento della sopravvivenza a distanza, quali la linfoadenecto-mia di tipo R3, trovano giustificazioni meno valide di quelle prospettabili per un individuo di giovane età (V. Stipa).

 

Bibliografia

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