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Università degli Studi di Roma La "Sapienza"
** Istituto di Clinica Ortopedica e Traumatologica
Servizio Speciale di Eteroplasie-Displasie dello Scheletro
Ospedale S. Eugenio - Roma
*Reparto Anestesia e Rianimazione


TRICCA Carolina
CARBONE Sergio*
GAMBINI Andrea **


EPICONDILITE RADIALE: TRATTAMENTO MESOTERAPICO ANALGESICO
CON CORTISONE ED ANESTETICI LOCALI


Riassunto

In questo lavoro, viene preso in considerazione il trattamento dell'epi-condilite radiale (gomito del tennista) con mesoterapia, utilizzando cortisone aggiunto ad un anestetico locale a lunga durata d'azione oppure ad uno a breve durata d'azione, confrontando la validità della tecnica e l'efficacia dei due anestetici.

 

Parole chiavi: Epicondilite radiale, mesoterapia, anestetici locali.

 

Abstract

In this paper we considered the mesotherapic treatment for radial epicondylalgia with cortisone combined either to a long-acting or short-acting local anesthetic, in order to asses the validity of the tecnique end the effects of the two anesthetics.

 

Key words: Radial epicondylalgia, mesotherapy, local anesthetics.

 

La cura dell'epicondilite (gomito del tennista) è spesso una cura combinata, e comprende la terapia medica sistemica e localizzata, i mezzi fisici, la cinesiterapia e nei casi resistenti al trattamento conservativo l'intervento chirurgico. Spesso sono anche opportuni aggiustamenti della tecnica sportiva e degli attrezzi sportivi, nonchè l'uso di particolari tutori (7).
Il trattamento di scelta piu diffuso è l'infiltrazione locale di un corticosteroide, con o senza l'aggiunta di un anestetico locale (5).
L'efficacia di questo trattamento non è stato ben stabilito da studi controllati(4) ma si basa sull'esperienza mondiale. Infatti è esperienza comune che il dolore si attenui di molto o scompaia del tutto già dopo una o due infiltrazioni (1,7). Il problema principale della terapia con infiltrazioni è legata alle considerazioni di carattere generale, destinate ad evitare un abuso della terapia ormonale (1), inoltre vi è un concreto rischio di danni locali dovuta talvolta alla metodica applicativa e/o all'esperienza dell'operatore (2).
A questo proposito, un ruolo importante puo essere svolto dall'utilizzo di microiniezioni sottocutanee (mesoterapia), che può consentire il raggiungimento di maggiori concentrazioni locali di farmaci utilizzando dosaggi ridotti con minimi effetti collaterali.
Il bisogno di valutare tutti i tipi di terapia per il gomito del tennista con studi randomizzati usando, quando possibile, metodi a doppio cieco sono stati recentemente enfatizzati nella letteratura mondiale (3). Bisogna, quindi, investigare su ulteriori valutazioni dell'efficacia terapeutica dei cortisonici in questa patologia e ad una possibile riduzione delle complicanze locali.
In uno studio prospettico, randomiz-zato a doppio cieco, gli autori hanno messo a confronto un anestetico locale (bupivacaina) con potenza e durata d'azione superiore rispetto ad un altro anestetico locale (lidocaina) associati ad un corticosteroide (betamesasone) iniettato per via sottocutanea (mesoterapia), con l'obbiettivo ipotetico che la potenza e durata d'azione superiore dell'aggiunta della bupivacaina potesse influenzare positivamente il risultato totale del trattamento.
La possibile divergenza dell'efficacia tra i due anestetici puo essere spiegata dalle diverse proprietà di solubilita ed a legare le proteine, influenzando così l'attività del corticosteroide (2,6).
Inoltre, gli autori hanno valutato i risultati clinici dopo il trattamento per tutti i pazienti e per i gruppi suddivisi in diverse categorie.

 

Materiali e metodi

Pazienti

In una serie prospettiva di un anno dal Marzo 1996 ad Aprile 1997, 58 pazienti con epicondilite radiale sono stati sottoposti a trattamento negli istituti degli autori.
Per partecipare, i pazienti non dovevano aver subito trattamento cortisonico locale nel sito dell'iniezione da almeno due anni. I pazienti inclusi nello studio a doppio cieco sono stati scelti a caso e trattati con lidocaina o bupivicaina aggiunti al cortisone per via mesoterapica.
In 4 casi, l'anestetico era sconosciuto, lasciando 54 pazienti (38 uomini e 16 donne) per l'analisi tra i due anestetici.
L'età media dei pazienti era di 43.6 anni (range, 18-71 anni), con durata media della sintomatologia dolorosa di 8.2 mesi (range, 0.5-120 mesi; con media di 4 mesi).
Il gruppo che ha ricevuto lidocaina era composto di 26 pazienti con età media di 43.2 anni con la durata media della sintomatologia di 7.8 mesi.
Il gruppo che ha ricevuto bupivacaina era composto di 28 pazienti con età media di 44.2 anni e durata media dei sintomi di 9.1 mesi. Il braccio destro era affetto nel 74% dei pazienti trattati con lidocaina e nel 64% di quelli che sono stati trattati con bupivacaina. Non vi sono state delle differenze statistiche nella distribuzione tra i due gruppi in rapporto a qualsiasi trattamento precedente (47%), oppure a nessun trattamento (53%), o rispetto alla durata dei sintomi meno di 3 mesi (casi acuti 49.5%) o maggiore ai 3 mesi (casi subacuti o cronici 50%), o nelle variabili come sintomi avvenuti alcuni anni prima in rapporto al lavoro, professione o sport espletato, gonfiore, o impotenza funzionale.

 

Metodi

Gli autori hanno condotto uno studio prospettico, randomizzato, a doppio cieco utilizzando ai fallowup questionari e schede nosologiche. I criteri diagnostici utilizzati per l'inclusione allo studio per l'epicondilite radiale sono stati i seguenti:

1) dolore alla porzione laterale del gomito che si aggravava con la prensione e l'estensione del polso, mentre si attenuava con il riposo

2) dolorabilità alla palpazione dell'epicon-dilo radiale omerale

3) dolore provocato dalla rotazione, a gomito esteso dell'avambraccio verso l'esterno e contro resistenza

4) dolore evocato con la pressione sul canale supinatorio.

 

Alla prima visita, i pazienti compilarono un questionario che includeva diversi variabili anamnestici, ed una scala visiva analogica per la valutazione dell'intensità del dolore nella prima settimana dalla comparsa.
All'esame clinico, la stima del dolore è stata quantificata usando una scala dallo 0 al 4, in base al grado di severità secondo l'opinione del paziente. Lo zero rappresentava nessun dolore, ed il quattro rappresentava il massimo dolore.

L'esame clinico includeva:

1) palpazione dell'epicondilo radiale, dove I'esaminatore applicava la stessa intensità di forza per tutte le occasioni

2) la manovra per il dolore del gomito del tennista (test di Mills) con dolore evocato all'epicondilo radiale quando il gomito è mosso attivamente dalla flessione alla completa estensione con l'avambraccio nella posizione prona ed il polso in flessione (7,8)

3) il test con il peso di 2 Kg consisteva nell'alzare da un tavolo un peso di 2 Kg con l'estensione del polso e poi si effettuava la supinazione. Tutti i test sono stati valutati su una scala dallo 0 al 4.

I pazienti hanno ricevuto un opuscolo sul gomito del tennista e sull'obiettivo dello studio. Per collaborare allo studio fu ottenuto il consenso orale. Ai pazienti furono iniettati sottocute una singola dose di 2mL betamesasone disodio fosfato 4mg/mL associato a 1mL di bupivacaina 2.5mg/mL oppure a 1mL lidocaina 5mg/mL utilizzando un multi-iniettore lineare monouso a 3 aghi (4mm e 27g).
Le valutazioni cliniche ed il trattamento sono stati condotti da (N° 3 medici) che si alternavano nella diverse visite. La mesoterapia fu effettuata nella regione con maggiore intensità di dolore, che nella maggior parte dei casi era distalmente alla prominenza dell'epicondilo radiale e attraverso il solco dell'inserzione dell'estensore radiale breve del carpo. I pazienti sono stati istruiti ad evitare lavori eccessivi con il braccio affetto e per le prime due settimane sono stati messi in malattia. I controlli clinici sono stati effiettuati prima dell'iniezione a due settimane, a due mesi, a sei mesi e ad un anno dopo l'iniezione.
Durante questi fallowups, prima d'incontrarsi con i medici i pazienti hanno compilato dei questionari che includevano:

1) la stima media del dolore tramite il V.A.S.

2) su un tabulato descrivere se ci fosse stato un miglioramento

3) la valutazione attale del dolore su un tabulato

4) la condizione generale della funzionalità del gomito

5) il numero di giorni assenti dal lavoro.

 

Statistica

Metodi standard sono stati utilizzati per descrivere il materiale dei pazienti. Per valutare l'ipotesi delle variabili nelle tavole di contingenza, ed i valori del chi-quadrato.
I confronti statistici per valutare la differenza fra i gruppi sono stati eseguiti tramite l'analisi di variabilità.
Lo studio effettuato fu di tipo caso-controllo con ipotesi multiple. Ogni ipotesi è stata analizzata separatamente, e l'esistenza di diversi parametri e la consistenza dei risultati sono stati considerati per l'analisi.
A due mesi 5 pazienti sono stati persi in quanto hanno cercato altri trattamenti; al fallowup ad un anno 30 pazienti avevano scelto altri trattamenti. Il numero di pazienti che abbandonarono lo studio fu di uguale misura tra i pazienti trattati con lidocaina o bipuvicaina.

 

Risultati

Gli autori considerati i dati ottenuti tramite i questionari, l'analisi del V.A.S. ed i quadri clinici ai fallowups, riportano i seguenti risultati finali.
I pazienti con sintomatologia acuta con durata inferiore ai tre mesi ed in precedenza non trattati e sottoposti al trattamento mesoterapico con cortisone e bupivacaina, hanno avuto una regressione della sintomatologia dolorosa statisticamente significativa a due settimane ed a tre mesi (rispettivamente p<0.009 e p<0.03), rispetto al resto dei pazienti trattati con bupivacaina e cortisone e con una sintomatologia cronica, sia a quelli trattati con lidocaina e cortisone.
A distanza di sei mesi ed un anno, la ricomparsa della sintomatologia è stata la stessa sia per i pazienti trattati con bupivacaina sia quelli trattati con lidocaina.

 

Discussione

I trattamenti attuati per l'epicondilite radiale (gomito del tennista) sono svariati, e vanno dalla terapia medica sistemica e localizzata, mezzi fisici, la cinesiterapia e nei casi resistenti a tali trattamenti conservativi si ricorre all'intervento chirurgico. Nella letteratura mondiale il trattamento più utilizzato è l'infiltrazione locale di un coticosteroide associato o meno ad un anestetico locale.
Clarke e Woodland (3) in uno studio retrospettivo confermano l'ipotesi dell'esistenza di una forte base farmacologica per tale trattamento, asserendo che l'utilizzo di una iniezione locale di un cortisonico ha un minore effetto se non associato ad un anestetico locale. Day e Murley (4) sono altri autori che ribadiscono questo concetto, cioè che l'effetto di un cortisone iniettato da solo ha una breve durata, in uno studio retrospettivo hanno notato che su 43 pazienti il 91% hanno ottenuto la scomparsa della sintomatologia dolorosa dopo una settimana dal trattamento, ma con una ricaduta del 51% ad un mese.
Mentre Dijs e Haken (5) nel 1991 in uno studio, dimostrarono che i pazienti iniettati con un cortisonico associato ad un'anestetico locale avevano un periodo di benessere più lungo rispetto ai pazienti trattati con solo cortisone.
Gli anestetici locali, per le loro proprietà fisicochimiche sono largamente impiegati non solo per permettere l'esecuzione dei piu diversi interventi chirurgici e per facilitare molteplici esami diagnostici (laringoscopia, cistoscopia, ecc.) ma anche per combattere manifestazioni dolorose spontanee di vario genere e per altre manifestazioni cliniche (6,8). I fattori usualmente misurati per quantificare le differenze sono: la costante di ionizzazione acida, il coefficiente di divisione, l'indice di solubilità lipidica e il grado di legame proteico. Il pKa della bupivicaina e 8.1, e della lidocaina 7.7, dove il grado di legame proteico e di 95.6% per la bupivacaina e 64.3% per la lidocaina. Questi fattori determinano il risultato clinico, l'efficacia, la velocità di esordio, e la durata della attività dell' anestetico. La lidocaina ha una velocità di esordio costante (2-4 minuti) ed una durata moderata. La bupivacaina, dall'altra parte ha una velocità di esordio moderato (5-8 minuti) ma l'effetto dell'anestetico dura di più. Le differenze sulla durata dell' anestetico, sono piu lunghe di 5 minuti per la bupivacaina che per la lidocaina (6). Per l'intero gruppo di pazienti il risultato clinico seguente e stato seguito da un tipico schema. Al followp di 2 settimane e 3 mesi dall'iniezione, vi e stato un netto miglioramento, dopo tale periodo avvenne un marcato deterioramento della sintomatologia, indicando una tendenza alla ricaduta.

 

Conclusioni

I pazienti con sintomatologia acuta con durata inferiore ai tre mesi ed in precedenza non sottoposti ad alcuna terapia, trattati con cortisone e bupivacaina, hanno avuto una regressione della sintomato-logia dolorosa statisticamente significativa a due settimane ed a tre mesi. Ai fallowups a sei mesi e ad un anno tutti i pazienti hanno riferito la ricomparsa della sintomatologia a prescindere dall'anestetico locale che era stato utilizzato.

 

Bibliografia

1) Binder A.I.,Hazleemann B.L.: Lateral Humeral epicondylitis -A study of natural History and the effect of conservative therapy. Br J Rheumatol 22:73-76, 1983.

2) Chard M.D., Hazleeman B.L.: Tennis elbow-A reappraisal. Br J Rheumatol 28:186-190, 1989.

3) Clarke A.K., Woodland J.: Comparison of two steroid preparations used to treat tennis elbow, using the hypospray. Rheumatol Rehabil 14:47-49. 1975

4) Day B.H., Govindasamy N., Patnaik R.: Corticosteroid injections in the treatment of tennis elbow. Practitioner 220:459-462, 1995.

5) Dijs H., Mortier G., Driessens M. et al: A retrospective study of the conservative tratment of tennis elbow. Acta Belg Med Phys 13:73-77, 1990.

6) Erspamer V.: Farmacologia Medica, Società Editrice Universo, Roma, 1987.

7) Ferretti A.: Traumatologia dello sport, C.E.S.I., Roma. 1996.

8) Sven A., Solveborn M.D. et al.: Cortisone injection With Anesthetic Additives for Radial Epicondyalgia (Tennis Elbow). Clinical Orthopaedics and Related Research 316:99-105, 1995.